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Condizioni di alta pressione, con deboli infiltrazioni di aria più fresca in quota che causano una localizzata instabilità pomeridiana sulle aree montuose. Probabile temporaneo aumento delle nubi ad inizio settimana prossima con calo termico per l'ingresso di correnti più fresche dall'Europa settentrionale.
LIDO DI CAMAIORE
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
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| Zero Termico: 2700 m | Altezza Neve: 0 cm |
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L'alta pressione che interessa le nostre regioni è in fase di temporaneo indebolimento per opera di una corrente fredda in discesa dal Nord Europa che sta dilagando a nord delle Alpi e scivolerà successivamente lungo la penisola balcanica, interessando fortunatamente solo di striscio le nostre regioni fra lunedì e mercoledì. Per contrasto con l'aria piuttosto mite precedente si creeranno nubi cumuliformi associate ad alcuni rovesci o brevi temporali in ordine sparso, quindi difficilmente localizzabili sia lunedì che martedì. Con l'arrivo dei venti orientali più freschi via via più sostenuti nel versante emiliano potranno formarsi anche dense nubi da ''stau'' con piogge quindi orografiche, mentre nel versante ligure apuano saranno più facili degli acquazzoni nelle ore pomeridiane per le possibili tipiche convergenze dei venti da Nord Est con la brezza di mare. Da mercoledì, dopo residui fenomeni fino al primo pomeriggio, si andrà verso un generale miglioramento. Le temperature accuseranno una graduale diminuzione, dapprima debole nella giornata di lunedì, poi un pochino più sensibile fra martedì e mercoledì quando sono attese isoterme fra 2°C e 4°C nel versante emiliano dell'Appennino e fra 5°C e 6°C nel versante Sud. Da giovedì tornerà l'alta pressione che verosimilmente ci proteggerà anche nel prossimo fine settimana.
In questi giorni l'aria che si respira è già tipica del mese di maggio. Nei prati iniziano a frinire i grilli, cosa che generalmente dalle nostre parti capita fra il 25 aprile ed i primi di maggio. Non era così in questi giorni del 1991 allorquando, dopo una prima parte di aprile con giornate anche tiepide, fra il 18 ed il 21 aprile le nostre zone furono interessate da una consistente ondata di freddo per il periodo che riportò la neve a quote molto basse, persino di pianura su gran parte della Val Padana, specie quella emiliana. Ricordo che a Parma alle 14 di mercoledì 17 aprile la temperatura si aggirava attorno ai 22°C ma la sera dopo le 20 iniziò a nevicare al seguito di un temporale che riversò l'aria fredda dalle alte quote verso il basso trasformando l'iniziale pioggia e grandine in grossi fiocchi. Nelle vallate interne tosco emiliane la nevicata fu consistente al di sopra dei 300 metri e nei giorni successivi episodi di grandine e graupel interessarono persino le nostre zone costiere. Ne seguì anche un mese di maggio piuttosto fresco e perturbato.
Aggiornamento del 19 aprile 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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