Clicca sulle icone per accedere al dettaglio della Regione Toscana
Dopo il maltempo di venerdì scorso, una rimonta dell’alta pressione africana sul Sud Italia interesserà marginalmente anche le nostre zone con ritorno a tempo stabile e soleggiato; rialzo termico ma con caldo senza eccessi. Una veloce perturbazione potrà causare un modesto e temporaneo peggioramento soltanto nelle prime ore di martedì.
MARINA DI MASSA
Visualizza le altre Webcam >>
RADAR PRECIPITAZIONI
SATELLITE
FULMINAZIONI
|
BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
23-08-26
 |
24-08-26
 |
25-08-26
 |
| Zero Termico: 4200 m | Altezza Neve: 0 cm |
23-08-26
 |
24-08-26
 |
25-08-26
 |
| Zero Termico: 4000 m | Altezza Neve: 0 cm |
23-08-26
 |
24-08-26
 |
25-08-26
 |
| Zero Termico: 4300 m | Altezza Neve: 0 cm |
23-08-26
 |
24-08-26
 |
25-08-26
 |
| Zero Termico: 4000 m | Altezza Neve: 0 cm |
|
La perturbazione transitata fra giovedì 20 e venerdì 21 ha dispensato copiose precipitazioni sulle nostre zone uniformemente comprese fra i 40 ed 80 millimetri dove è piovuto meno, sino ai 200/250 millimetri, con punte oltre i 300 nelle zone della Lunigiana e Appennino corrispondente interessate da celle temporalesche autorigeneranti. Ma che cosa sono e perché si formano? Solitamente un temporale segue un suo ciclo vitale: fase di sviluppo, fase di maturità e fase di dissolvimento. La nube cumuliforme inizia a formarsi quando aria caldo e umida in arrivo nei bassi strati dal mare (e nel nostro caso da un mare particolarmente caldo, con una temperatura di 28°C/29°C e oltremodo ricco di vapore acqueo) essendo leggera inizia a salire creando una corrente ascensionale che fa crescere questa nube sempre di più facendole assumere la caratteristica forma di torre o a cavolfiore. In questa fase la nube usa tutta l'energia a disposizione per crescere sino ad arrivare alla sua fase matura continuando il suo moto ascensionale verso l'alto, raggiungendo talvolta quote ben oltre 10000 metri (12-15 km). Le goccioline di vapore che contiene, trovando temperature più basse, si condensano fino a formare gocce sempre più grandi, più pesanti, miste a ghiaccio e ad un certo punto iniziano a cadere come pioggia e talora grandine portandosi dietro anche l'aria ovviamente, e originando i così detti moti discendenti che poi, quando toccano gli strati bassi, si evidenziano con quelle forti raffiche di vento conosciute con il nome di downburst che accompagnano spesso i temporali. Poi solitamente la nube temporalesca inizia a perdere la sua energia quando le correnti discendenti tendono a prevalere su quelle ascensionali e la nube praticamente si ''sgonfia''. Ma, alcune volte, invece di esaurirsi, si riformano continuamente nello stesso settore scaricando piogge persistenti e molto intense. E' un meccanismo che si autoalimenta attraverso un continuo apporto di aria caldo umida proveniente nel nostro caso dal Mar Ligure ed inserita nel normale trasporto della massa d'aria all'interno di una perturbazione. In pratica succede che le nubi temporalesche in fase di maturità vengono spinte in avanti dalle correnti in quota ma liberano spazio per la nascita di nuove nubi cumuliformi/cumulonembi, così mentre una cella si indebolisce ne arriva subito un'altra a sostituirla e così via creando un vero e proprio ''trenino'' di temporali che percorre lo stesso binario per ore. Una caratteristica di queste cellule temporalesche è anche di scaricare grandi quantitativi di pioggia in tempi brevi accentuando i problemi nelle zone interessate. Queste strutture prendono vari nomi: sistemi a mesoscala, SCM (ma quelli sono più grandi come estensione); a volte prendono una forma di ''V'' (V-Shaped) o altre volte di ''U'' e possono interessare anche ristrette aree di pochi chilometri. Sono quasi impossibili da prevedere con anticipo, si può supporre che c'è una situazione favorevole alla loro formazione ma non la localizzazione. Solo con il controllo costante delle immagini satellitari e del radar meteorologico si può assistere alla sua nascita e da li può solo partire poi il costante monitoraggio dei dati pluviometrici e del loro impatto inevitabile sul territorio.
La pressione atmosferica torna a risalire portando qualche giornata di tempo complessivamente stabile e ancora anche abbastanza caldo. Nella giornata domenicale i venti si disporranno dal quadrante orientale nel versante emiliano portando qualche nube stratiforme anche verso l'Appennino ma con basso rischio di locali piovaschi. Le temperature a 1500 si attesteranno attorno ai 15°C con lo zero termico che sarà costantemente oltre 4000 metri. Anche la giornata di lunedì partirà con il sole ma nel corso della giornata arriveranno nubi alte da Ovest per l'avvicinarsi di un'altra perturbazione atlantica che potrebbe velocemente interessarci nella giornata di martedì, almeno in mattinata, con qualche rovescio o breve temporale di passaggio. Ci sono ancora molte incertezze sull'entità di questo fronte, ragion per cui vi invitiamo come sempre a seguire i nostri prossimi aggiornamenti...
Aggiornamento del 22 agosto 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
>> Accedi alla raccolta delle NEVICATE (archivio dal 2006) |