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Dopo il modesto peggioramento di inizio settimana, con deboli piogge confinate sui rilievi specie appenninici, un nuovo rinforzo dell'alta pressione da Ovest sul Mediterraneo favorirà tempo stabile e soleggiato almeno fino a sabato; temperature massime in nuovo aumento, con punte oltre i 25°C in pianura.
MARINA DI CARRARA
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
17-04-26
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18-04-26
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19-04-26
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| Zero Termico: 3000 m | Altezza Neve: 0 cm |
17-04-26
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| Zero Termico: 2900 m | Altezza Neve: 0 cm |
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| Zero Termico: 3200 m | Altezza Neve: 0 cm |
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| Zero Termico: 2900 m | Altezza Neve: 0 cm |
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Con i primi sussulti ''caldi'' primaverili di aprile già si possono manifestare i rovesci o brevi temporali pomeridiani sui monti specie quando in quota è presente dell'aria fresca, cosa che è accaduta localmente nella giornata di giovedì. Anche venerdì e sabato qualche nuvolone potrebbe formarsi proprio nelle ore pomeridiane associato a qualche acquazzone, fenomeni che saranno più probabili sui rilievi del versante ligure toscano per una convergenza di brezze fra la direzione orientale nel versante nord Appennino e direzione sud occidentale nel versante sud. Il tutto nonostante la presenza di un campo di alta pressione. Da Domenica la pressione atmosferica inizierà a diminuire per l'abbassamento del flusso perturbato freddo nord europeo che invierà una saccatura verso le Alpi. Un temporaneo rinforzo dei venti di Libeccio accompagnerà questo calo della pressione e ciò ''sposterà'' verso il versante emiliano gli eventuali addensamenti associati ai brevi rovesci nelle ore pomeridiano serali. Agli inizi della settimana prossima possibile fase di tempo instabile con calo termico, ma per i prossimi tre giorni le temperature rimarranno attestate su valori superiori alla media stagionale con isoterme fra 10°C e 11°C a 1500 metri e con zero termico compreso fra i 2800 ed i 3000 metri. Appuntamento al prossimo aggiornamento.
''La popolazione di Langhirano il 19 aprile del 1310, una domenica dopo Pasqua, mentre si recava lungo il fiume Parma ed il canale Fabiola verso il mulino posto sul canale, viene colta nel pomeriggio tra la nona (le ore 15) ed il vespro (le ore 18) da una tempesta di vento con fulmini. I venti, soffiando da due direzioni, causano un turbine che solleva le pietre e le porta lontano. Le persone che provano a soccorrere coloro che erano stati travolti dal turbine vengono a loro volta sollevate da terra e scaraventate lontano di almeno un tiro d'arco, rimanendo tramortite e quasi morte. Il vento è stato così forte da seccare in quell'area sia il fiume che il canale; il mulino, pur senza acqua, a causa della forza del vento continua a macinare, finché sia le ruote che la mola non vengono spezzate e la casa scoperchiata, con frammenti che vengono proiettati sopra gli alberi. Molte piante sono sradicate o private della loro cima. Il vento è durato per una intera ora, poi ha piovuto.....Queste cose sono state raccontate e verificate de visu da molte persone dinanzi ai podestà e ai giudici di Parma''
(Tratto dal Chronicon Parmense)
Aggiornamento del 16 aprile 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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