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La prima ondata di caldo dell'estate 2020 (temperature non particolarmente elevate ma alta umidità e forte disagio per l'afa) è stata interrotta da ingresso di aria fresca Nord-atlantica; il contrasto ha favorito una marcata instabilità con forti rovesci temporaleschi specie sull'Alta Lunigiana (150 mm nel Pontremolese).

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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
02-08-20
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Zero Termico: 4400 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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Zero Termico: 4300 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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Zero Termico: 4500 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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Zero Termico: 4200 m   |   Altezza Neve: 0 cm

L'Alta Pressione delle Azzorre, questa volta con un determinante contributo di quella africana, hanno avvolto in un caldo abbraccio le nostre regioni. Sui monti non si sono avute temperature eccessive ma neanche al piano. Purtroppo sono stati gli elevati livelli di umidità a rendere il caldo poco sopportabile nelle pianure, sulla costa, sovente anche nei fondovalle. Ma vi rimando a fine bollettino per una spiegazione più dettagliata dell'indice di calore.
Al momento siamo ancora interessati dal campo anticiclonico, comunque in una situazione che è ''classica'' di questo periodo stagionale. Le prime infiltrazioni fresche in quota hanno già originato locali temporali pomeridiani anche forti sulle zone appenniniche nelle ore pomeridiane, ma questa instabilità andrà ad aumentare progressivamente nel corso della giornata di domenica e lunedì, quando la pressione atmosferica è prevista calare a tutte le quote per l'avvicinarsi di un fronte Nord-atlantico connesso ad una saccatura (propaggine di una bassa pressione) ricolma di aria fresca con isoterme comprese fra -14°C e -16°C a 5600 metri circa e di 10°C/12°C a 1500 metri, quindi con calo di 10°C gradi circa rispetto ai valori attuali che oscillano fra 20°C e 22°C sempre a 1500 metri. Il sopraggiungere di questa massa fresca sull'aria caldo-umida preesistente genera necessariamente una forte instabilità incentivando i moti verticali dell'aria e quindi la formazione di nubi temporalesche ben sviluppate ed organizzate. Già da domenica i primi temporali, che di formeranno sulla pianura padana emiliana forse già nella notte e al mattino, si estenderanno successivamente all'Appennino. Saranno fenomeni localmente di forte intensità e accompagnati da elevata attività elettrica, grandine e forti raffiche di vento. Ma la giornata più instabile sarà certamente quella di lunedì quando è previsto il passaggio della perturbazione vera e propria, e quando dunque i fenomeni saranno più diffusi ed andranno gradualmente ad interessare anche i versanti sud dell'Appennino e le Alpi Apuane, specialmente in serata e nella notte su martedì. La giornata di martedì vedrà poi un rapido miglioramento grazie alla rotazione dei venti al quadrante settentrionale anche tesi come intensità, che porteranno schiarite di un bell'azzurro terso ed aria asciutta e frizzante. Nel pomeriggio non si esclude una locale e temporanea recrudescenza di brevi temporali segnatamente sulle Apuane, ma si tratterà di fenomeni passeggeri. Infatti nei giorni successivi è previsto il ritorno dell'Alta Pressione con tempo stabile e caldo che, almeno inizialmente, sarà asciutto e gradevole.

Sui vari TG e nei più noti siti meteorologici tutte le estati si parla di ''indice di calore'' o ''temperatura percepita''...notizie che sovrastano spesso i dati delle vere temperature rilevate. Si parla di bollini rossi, bollini arancioni, del rischio di colpi di calore con le solite raccomandazione a non uscire nei momenti più caldi della giornata, a bere molto, a mangiare frutta, etc, etc... Sono i soliti discorsi di buon senso che, al giorno d'oggi, passano per cose eccezionali e sembrano quasi voler far passare come ''situazione di emergenza'' una situazione normale estiva. Quando ero piccolo ed i miei genitori e i miei nonni lavoravano nei campi, si alzavano presto per andare nella stalla, tagliare l'erba e rigirala per farla seccare e fare fieno, ma fra mezzogiorno e le 4, facevano un riposino e poi partivano per finire i lavori nel tardo pomeriggio fino a sera portando con sé bottiglie d'acqua, magari ''macchiata'' di buon vino rosso e frutta per uno spuntino ma anche panini con salame e/o formaggio fatto in casa. Insomma era una cosa normale stare al fresco nei momenti più caldi del giorno. Qualcuno penserà ovviamente che non si possono paragonare quegli anni a quelli attuali e questo è certamente vero, soprattutto per il tipo di vita che si faceva e come si faceva, ma vi garantisco che anche allora c'erano giornate molto calde, pur se le ondate di calore sono innegabilmente aumentate come frequenza e durata negli ultimi anni, rispetto al ventennio 1960/70 e nelle città ormai le isole di calore sono sempre più ''estese''. Ma veniamo alla parte più scientifica della faccenda. Il nostro corpo ha una sua temperatura interna che come ben sapete è mediamente di 36,5/37°C e questa temperatura deve mantenere attraverso la traspirazione della pelle come sudore. La successiva evaporazione del sudore, che è un misto di acqua e sali minerali, sottrae calore raffreddando la pelle ma l'umidità dell'aria può interferire con questo processo limitando l'evaporazione del nostro sudore, così che il nostro organismo non riesce ad eliminare il calore in eccesso. In questo modo la nostra sensazione è che faccia molto più caldo di quello che sia in realtà osservando solo la temperatura misurata dai termometri all'ombra. Esiste una tabella o una curva, detta di Sharlau, che mette in relazione la temperatura con l'umidità. Ma facciamo un paio di esempi per farvi capire: se abbiamo una temperatura di 28°C e l'umidità non supera il 30% non proviamo alcun disagio, ma se l'umidità fosse del 60% la famosa ''temperatura percepita'' salirebbe a 35°C e se fosse dell'80% a 39°C. Con una temperatura di 34°C, percepiremmo un grado di disagio già con una umidità del 30% perché la temperatura percepita sarebbe di 37°C, mentre nella malaugurata ipotesi di avere una umidità dell'80%, il nostro organismo percepirebbe ben 52°C. Il disagio dell'organismo viene descritto dall'''Indice di Thom''. Secondo questo indice, statisticamente, fino a 21°C nessuna persona avverte disagio; fra 21°C e 24°C meno della metà di un campione di persone, sente disagio; fra 25°C e 27°C più della metà prova disagio, mentre fra 28°C e 30°C la maggioranza delle persone prova disagio con iniziale deterioramento del loro stato psico fisico. Fra 30°C e 32°C tutti avvertono disagio, che più o chi meno, a seconda dei meccanismi di compenso soggettivi; mentre al di sopra dei 32°C il disagio può essere per alcuni anche molto forte con possibili colpi di calore. Le persone più a rischio sono certamente gli anziani ma anche giovani che abbiano magari valori di pressione arteriosa piuttosto bassi e che, perdendo liquidi a causa della sudorazione, possono incorrere in gravi ipotensioni e conseguenti svenimenti. Questa è una spiegazione certamente non completa perché si dovrebbe aggiungere ai vari fattori anche l'eventuale presenza di vento e la sua intensità ma non voglio complicare troppo le cose. Quini per riassumere, l'attenzione è sempre d'obbligo, quando fa caldo, quando fa freddo, ma basta non dimenticarsi di usare un sano buon senso e così nessun bollettino meteo sanitario vi potrà più spaventare. Buon fine settimana!


Aggiornamento del 01 agosto 2020 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)




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