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La fase soleggiata e particolarmente mite dei giorni scorsi, verrà interrotta dalla discesa dal Nord Atlantico di correnti instabili e via via più fredde responsabili di maltempo soprattutto da venerdì e ritorno della neve in montagna dapprima a quote elevate poi in calo fino a 1000-1200 metri durante il weekend. Seguire gli aggiornamenti sul sito.

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22-02-24
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23-02-24
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Zero Termico: 1800 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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Zero Termico: 1800 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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Zero Termico: 1900 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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24-02-24
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Zero Termico: 1800 m   |   Altezza Neve: 0 cm

Era stato un inverno un po' scialbo anche quello 1981/82; naturalmente niente di paragonabile al ''non inverno 2023/24''. C'era stato infatti un bell'episodio freddo attorno al 19/21 dicembre quando, proprio il 21, una copiosa nevicata interessò la zona Tre Confini e il Nord-Ovest d'Italia: particolarmente colpite furono Pontremoli, Zeri e la città di Genova con bufere di neve seguite da schiarite e forti gelate. La neve resistette sino a fine anno, poi gennaio fu mite e se ne andò, nonostante una potente ondata di gelo si impadronì nel Nord e Centro Europa nella prima decade, ma da noi prevalevano correnti miti oceaniche, a parte il veloce passaggio di un impulso Nord-atlantico nell'ultima decade. Febbraio fu in prevalenza mite e anticiclonico per le prime due decadi, poi dal 20 le correnti girarono a Nord-Est portando aria fredda, ma non troppo, dalla Russia. Fra il 21 ed il 22 venti di Tramontana incrudirono l'aria ma a 1500 metri c'erano isoterme appena di -5°C/-6°C, quindi nulla di eclatante ma furono sufficienti a regalarci una bella nevicata il 23, martedì di Carnevale, quando la dama bianca cadde su tutta l'area tre confini ma in particolar modo sulla Lunigiana e Levante ligure. La zona più colpita dalla bufera di neve serale fu quella nel triangolo Villafranca-Bagnone-Virgoletta dove il manto raggiunse localmente i 20 cm. Il periodo freddo instabile con altre nevicate proseguì sino a fine mese. E anche la primavera fu piuttosto fredda con pause anticicloniche intervallate a perturbazioni Nord-atlantiche o Nord-europee. L'ultima neve cadde ai primi di maggio appena sopra i 500/600 metri e la brina imbiancò i prati dei fondovalle sino al 12 maggio.

Il dominio dell'alta pressione che ci ha portato temperature tipiche del mese di marzo, se non aprile, sta per concludersi. La grande circolazione atmosferica sta per portare nel bacino del Mediterraneo una massa d'aria polare marittima con un piccolo contributo artico. E' attesa la formazione di una depressione sui bacini antistanti l'Italia che caratterizzerà il nostro tempo praticamente sino alla fine del mese ma non è escluso che il regime depressionario si mantenga anche nella prima parte di marzo.
Intanto giovedì i venti di Libeccio in rinforzo porteranno piogge diffuse su tutto il nostro comprensorio appenninico ed apuano ovviamente in modo più consistente nei versanti marittimi. La neve cadrà soltanto sulle vette, diciamo sopra 1600/1700 metri. La parte più attiva della prima perturbazione transiterà fra la mattinata ed il primo pomeriggio di venerdì con piogge abbondanti e venti burrascosi di Libeccio via via più freddi così che la neve, inizialmente relegata sempre alle cime più alte, scenderà progressivamente di quota sin verso 1200 metri in concomitanza di locali manifestazioni temporalesche. Dopo brevi schiarite, fra la sera di venerdì e la giornata di sabato, si avrà una recrudescenza dei fenomeni: in quota arriverà l'aria più fredda con isoterme sino a -32°C a 5300 metri e questo incentiverà i fenomeni convettivi, cioè a carattere di rovescio o temporale, con episodi di grandine, gragnuola, graupel a tutte le quote ed abbassamento della quota neve sin verso 900/1000 metri. Tempo instabile e freddo anche Domenica pur tra qualche schiarita che precederà un nuovo peggioramento nei primi giorni della settimana. Non si sa ancora se i nostri monti potranno godere di altra neve o se arriverà lo Scirocco a ''mangiarsela''. Ne sapremo di più con i prossimi aggiornamenti...


Aggiornamento del 21 febbraio 2024 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)




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