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Un robusto promontorio anticiclonico che si estende dal Nord Africa verso l'Europa ed il Mediterraneo, determina un primo vero e proprio assaggio estivo con temperature fino a 5-7°C oltre la medie e primi 30°C di stagione sul fondovalle della Lunigiana. Poche variazioni almeno fino al 23-24 maggio, seppur con una graduale diminuzione delle massime.

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La rimonta dell'anticiclone Nord-africano porterà 3-4 giorni di caldo con una temperatura media a 1500 metri attorno ai 18°C/20°C, una decina sopra di quella che normalmente ci si aspetta in questo periodo. L'effetto di ''subsidenza'' della struttura anticiclonica, fenomeno tipico di schiacciamento dell'aria quando la pressione raggiunge valori elevati anche in quota, sarà parzialmente smorzato da venti Sud-occidentali che attenueranno la sensazione di caldo nelle zone collinari e pedemontane emiliane (ma anche localmente in pianura) dove sono attese temperature superiori ai 30°C. Nel versante ligure-toscano le temperature rimarranno più contenute, come solitamente capita quando la cupola anticiclonica non riesce a spingersi con decisione a Settentrione delle Alpi facendo ruotare i venti a Nord-Est nei bassi strati. Per quanto si tratti di un'onda calda assolutamente rilevante, non dovrebbe assumere carattere di eccezionalità. Avremo dunque un fine settimana caratterizzato da tempo stabile e soleggiato con cieli azzurri sbiaditi solo dal passaggio di nubi alte e sottili assolutamente innocue. Non dovrebbero formarsi neppure i cumuli pomeridiani sui crinali, inibiti dalla tesa ventilazione. Da lunedì l'alta pressione inizierà a ridursi perché risentirà dell'avvicinarsi di una perturbazione nord atlantica che, fra martedì 24 e mercoledì 25, potrebbe portare un temporaneo peggioramento temporalesco associato ad un sensibile calo termico. Ne riparleremo più dettagliatamente nel prossimo aggiornamento...

Ma ora dalle moderne mappe meteorologiche ''rosse'' (ad evidenziare il caldo), passiamo al rosso ben più naturale e piacevole dei papaveri che in questo periodo tingono con fantastiche sfumature le nostre campagne. Chiamato anche in gergo ''rosalaccio'', il termine papavero ha due etimologie: una, ''papa'', che deriva dal celtico e che significa ''pappa''; e poi dal greco ''rhoeas'' che significa ''cado'' alludendo ai petali che tendono a cadere con facilità. Sin da tempi antichissimi, il succo della pianta veniva unita alla pappa dei bambini per aiutarli nel riposo notturno, ma anche quando avevano la tosse. I petali, infatti, contengono la roeadina (tetraidrobenzapina) che ha un blando effetto sedativo ed emolliente. Pur facendo parte della famiglia delle Papaveraceae, come il Papaverum Sonniferum che fornisce l'oppio, il papavero nostrano non contiene alcuna sostanza psicotropa. I papaveri hanno ispirato da sempre artisti di ogni genere: dai dipinti di di Charles Francois Daubigny, Gustav Klint a Van Gogh e Monet, fino alla musica leggera di Nilla Pizzi che a Sanremo del 1952 cantò la mitica canzone ''Papaveri e papere'', per arrivare al mitico Faber (Fabrizio De Andrè) che nel 1966 uscì con la sua Guerra di Piero, quanto mai attuale, purtroppo: ''Ninetta mai, a crepare di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio, Ninetta bella dritta all'inferno avrei preferito andarci in inverno. E mentre il grano ti stava a sentire dentro alle mani stringevi il fucile dentro alla bocca stringevi parole troppo gelate per sciogliersi al sole. Dormi sepolto in un campo di grano, non è la rosa, non è il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi, ma sono mille papaveri rossi''.


Aggiornamento del 19 maggio 2022 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)




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